Covid e Calcio, Società dilettantistiche e giovani sull’orlo del baratro. Dove sono le istituzioni?

Fonte foto: Sito Ufficiale FIGC

É già trascorso un anno e mezzo dall’inizio della pandemia di Covid che ha sconvolto il pianeta a livello sociale, economico ma anche sportivo. Nessuno ne parla, alcuni lo accennano ma pochi fanno riferimento alla crisi sportiva che la pandemia ha causato nel nostro paese: una delle discipline maggiormente coinvolte è il calcio. Seppur le serie più importanti siano ripartite la scorsa estate per salvare in parte i bilanci societari, le società dilettantistiche sono ormai allo stremo. Dopo una convivenza forzata con il virus, sono tantissime le società di calcio che chiedono aiuti alle istituzioni politiche e sportive per non chiudere i battenti.

I numeri sono l’emblema dello scenario pandemico nello sport: nel 2019, in Italia, si contano almeno 12.000 società iscritte alla Lega Nazionale Dilettante, con circa 64.000 squadre che partecipano nei campionati provinciali e regionali. Queste associazioni svolgono un ruolo fondamentale nella formazione dei giovani e nella loro socializzazione, attività di base che rischiano di subire danni irreversibili che proseguiranno anche nel futuro post-pandemico. Secondo calciomercato.com, a Milano hanno chiuso 13 società dilettantistiche per l’impossibilità di sostenere i costi dovuti alla mancanza di fondi per attività sospese. Carlo Tavecchio, eletto presidente del Comitato regionale Lombardia dei Dilettanti, ha espresso una vera e propria preoccupazione per questa situazione: “In Lombardia, non parliamo solo di 10-20 società che chiudono, ma almeno 1400 società rischiano di chiudere..”

Questa situazione di emergenza che rischia di far collassare il sistema dilettantistico del calcio italiano ha portato all’esigenza di misure di sostegno emergenziali. Questi aiuti saranno discussi nel Consiglio federale convocato per il 10 maggio, dove Sibilia, presidente della LND, chiederà a Gravina e al Sottosegretario per lo Sport, Valentina Vezzali di rispettare gli accordi verbali sottoscritti e fornire ulteriori ristori per salvaguardare le società maggiormente colpite dalla pandemia. Il Fondo Salva-Calcio stanziato a maggio 2020 dalla FIGC è risultato insufficiente a coprire le perdite delle società calcistiche più piccole che adesso chiedono aiuti concreti alle istituzioni.

E la politica italiana cosa ha fatto fino ad oggi? Confusione, promesse a vuoto, vaccinazione a ritmo di lumaca, chiusura delle attività sportive e non solo. La Lega Nazionale Dilettanti auspica un’inversione di rotta: al momento, la regione Lombardia ha stanziato i fondi necessari per far eseguire i tamponi alle società iscritte al campionato di Eccellenza. Il presidente Sibilia chiede di passare dalle parole ai fatti: ora si aspettano gli aiuti del governo, rimasto assente per oltre un anno sul fronte sportivo dilettantistico, evitando una catastrofe che potrebbe gravare anche sulle prossime generazioni.

Fonte. calciomercato.com

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