Čeferin l’ottimista e Malagò il dubbioso

Il calcio dopo il Coronavirus, le differenti visioni nella politica sportiva

Il tema della ripartenza del calcio e dello sport dopo la pandemia di Coronavirus continua ancora a dividere gli sportivi e le istituzioni dello sport. C’è chi vuole riprendere al più presto possibile e chi predica prudenza. Una contrapposizione perfettamente rappresentata dalle visioni opposti di due personaggi influenti del calcio e dello sport in Italia e in Europa: da un lato, il presidente della Uefa Aleksander Čeferin e dell’altro il presidente del Coni Giovanni Malagò.

L’inguaribile ottimista Čeferin

Il numero uno dell’UEFA ha sempre mostrato un certo ottimismo riguardo al futuro del calcio, anche nei giorni più difficili della pandemia. Un’ottimismo ribadito da Čeferin anche in un’intervista rilasciata nelle scorse ore al Guardian:«Siamo pronti e seguiremo le indicazioni delle autorità, ma sono convinto che il calcio tornerà come prima e molto presto, con i suoi tifosi. Scommetterei sul fatto che gli Europei si giocheranno nel 2021. E poi sono ottimista e non capisco questa visione apocalittica sul virus per cui ci si deve aspettare una seconda o terza ondata di contagi..», ha dichiarato il dirigente sloveno al quotidiano inglese.

Le perplessità di Malagò

C’è chi riguardo alla situazione del calcio, in particolare quello italiano, nutre qualche perplessità. Si tratta nientepopodimeno che Giovanni Malagò, numero uno del CONI, la massima istituzione sportiva italiana. Perplessità espresse anche in una intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport:«Il calcio ha voluto continuare e terminare i campionati, sia perché è un mondo a parte e sia per interessi economici. Ne ha anche il diritto e il dovere e io sono il primo a sperare che il calcio riprenda. Dopo pochi giorni, però, il tema non è diventato il calcio, ma la Serie A. La Serie C e i dilettanti hanno capito che certe dinamiche del protocollo non erano applicabili. Insisto: dobbiamo ripartire, ma serve anche un piano B.», ha detto Malagò.

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