Caso Inter-Juventus, Filippo Roma (Inviato delle Iene) puntualizza: “Ci sono molte cose da chiarire su questa partita e continueremo ad indagare”

Fonte foto: Logo Inter e Juventus
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Nel corso degli anni il derby d’Italia fra Inter e Juventus ha suscitato non solo grande spettacolo tra gli spalti e gli interpreti in campo, ma anche molte polemiche e la partita del 2018 non ha fatto eccezione. Il match terminò 2-3 in favore dei bianconeri, ma fu alimentato da episodi che le Iene, programma di Italia Uno sono andati ad analizzare nel dettaglio.

Ad esporsi per il programma Mediaset ci pensa l’inviato Filippo Roma il quale a Sogno nel Cuore rilascia queste rivelazioni: “L’inchiesta sul Var di Inter-Juve parte dallo scorso autunno, quando Giuseppe Pecoraro, ex procuratore federale, si è mosso con una serie di esposti sul famoso fallo di Pjanic su Rafinha. Ha richiesto i video e gli audio della gara, i quali gli sono stati inviati ben quattro mesi dopo, quando era già iniziato il campionato successivo. In quel momento, però, il procuratore ha scoperto che sul fallo sopracitato era presente il video delle comunicazioni tra Arbitro, Var ed Avar, ma senza l’audio. Ne abbiamo parlato a Le Iene e i tre arbitri ci hanno querelato, accusandoci di averli accusati, a nostra volta, di aver commesso una frode sportiva per favorire la Juventus. Da quel momento la squadra mobile di Bologna ha aperto una indagine e sono venuti fuori tutti gli audio ed i video della gara. I tre protagonisti, in sostanza, hanno fatto un clamoroso autogol. C’è stata, di certo, la manipolazione dei file, almeno secondo il mio parere. Ieri, poi, abbiamo scoperto che anche in occasione dell’espulsione di Vecino c’è qualcosa che non quadra: al contrario dell’altro episodio, in questo c’è l’audio del Var ma non il video e, inoltre, manca anche l’audio dell’arbitro. Insomma, siamo stati querelati per intimorirci e non farci andare  avanti nell’inchiesta, perché, come dice Beppe Grillo, si querela sempre la verità e mai le bugie.

Roma aggiunge durante il suo intervento anche queste parole: “Questo, però, ha scoperchiato il vaso di Pandora. Un’altra stranezza di quella gara è che la telecamera che registra tutta la gara ha un video che dura 30” in meno rispetto al totale dei video ritagliati. Anche qui, dunque, credo ci sia stata manipolazione, perché mancano proprio i 30” in cui Orsato risponde a Valeri. Noi, comunque, volevamo solo capire perché mancasse l’audio e non gettare la croce sulla Juventus. La mia idea di tutta questa vicenda è che gli arbitri abbiano voluto insabbiare gli aiuti che il Var offre costantemente ai direttori di gara, anche in situazioni fuori protocollo.”

Quando abbiamo tradotto il labiale della conversazione tra Valeri ed Orsato c’è un passaggio chiave, dove Valeri dice: ‘ho controllato adesso, il contatto c’è’. Valeri, in quel momento, vuole aiutare Orsato, che però non lo ascolta. Rizzoli? Quando ci sono tante bugie c’è qualcosa che si vuole nascondere. La mail in cui Rizzoli chiede i video a Rosetti è un’altra contraddizione: ha sempre dichiarato che il fallo di Pjanic fosse fuori protocollo e, pertanto, non era possibile ci fossero i video. È strano che nessuno voglia parlarne, anche perché il nuovo corso arbitrale con Trentalange prevedeva la trasparenza della classe arbitrale. Per ora ci fermiamo con l’inchiesta, valuteremo a settembre se ci saranno nuovi elementi

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Fonte: Juventusnews24.com

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