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Allegri ascolta Adani in diretta mentre lo demolisce: spunta la sua reazione fuorionda

Allegri ascolta Adani in diretta mentre lo demolisce: spunta la sua reazione fuorionda

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Adani spiega in diretta TV la sua riflessione su Allegri e la Juventus evidenziando le lacune della squadra. Il tecnico livornese ha ascoltato tutto prima di iniziare l’intervista post partita e storce il naso alle parole dell’opinionista Rai.

La vittoria dell’Inter sulla Juventus nell’ultimo turno di campionato mette i nerazzurri in vetta alla classifica di Serie A permettendo alla squadra di Simone Inzaghi un passo in avanti importante nella corsa Scudetto. Un successo che frena la corsa dei bianconeri incapaci però al Meazza di impensierire i nerazzurri. A fine partita il dibattito su quanto la Juventus di Allegri non sia stata in grado di mettere in difficoltà l’Inter è stato affrontato sulle rete Rai a La Domenica Sportiva. A parlarne in studio, insieme a Pecci e Collovati, soprattutto Lele Adani.

Adani spiega la sua riflessione in studio. L’ex frontman della Bobo TV e opinionista del programma sportivo sulla tv di Stato, ha più volte attaccato Allegri sul suo gioco e sull’incapacità dell’allenatore di riuscire a valorizzare l’organico a disposizione. Un concetto che ha ribadito anche nel corso del programma poco prima che Allegri comparisse sui monitor per la classica intervista post gara: “Simone Inzaghi è diventato allenatore dell’Inter nello stesso periodo in cui Allegri è tornato alla Juventus” ha spiegato Adani sottolineando i passi in avanti del tecnico piacentino rispetto a quella livornese. A un certo punto proprio Allegri compare sugli schermi dopo aver ascoltato la riflessione di Adani. La sua mimica facciale è tutta un programma.

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Collovati cerca di moderare Adani: La litigata in diretta TV su Sky nel 2018 creò la spaccatura tra Adani e Allegri. L’ex difensore nerazzurro contestò fin dal principio le lacune delle squadre allenate dal tecnico livornese dal punto di vista del gioco. Un concetto ribadito con un ragionamento ben elaborato proprio nel post Inter-Juventus. “Secondo me si può fare di più perché il lavoro è un valore”. Adani spiega come sia questa la reale differenza attuale tra nerazzurri e bianconeri certificata dal divario attuale in classifica: “Entrambi hanno fatto due anni e mezzo di lavoro e quindi dal punto di vista della proposta calcistica è lecito aspettarsi di più (da Allegri ndr) come sistema e scelte”.

La reazione di Allegri che quasi sbuffa sentendo quelle parole. A quel punto alla destra di Adani, sul monitor della Rai, appare proprio Massimiliano Allegri a cui avevano già messo l’auricolare pronto per ascoltare le riflessioni da studio e analizzare la partita. Il tecnico livornese aveva dunque ascoltato tutto il ragionamento di Adani e infatti in video viene mostrata proprio la sua espressione una volta ascoltate le parole dell’opinionista. Allegri storce il naso, quasi sbuffa. Gira la faccia come se ne avesse abbastanza delle parole di Adani evidentemente ascoltate a più riprese anche quando faceva ancora parte del quartetto della Bobo Tv insieme a Vieri, Cassano e Ventola. L’ennesimo capitolo della lunga storia tra Adani e Allegri iniziata dal quel famoso scontro in diretta del 2018.

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Identificato il ragazzo che ha molestato Ocampos: sarà denunciato alla Procura dei Minori

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Identificato il ragazzo che ha molestato Ocampos: sarà denunciato alla Procura dei Minori

Identificato il ragazzo che ha molestato Ocampos: sarà denunciato alla Procura dei Minori

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Non se la caverà soltanto con un buffetto il giovane tifoso del Rayo Vallecano che durante il match col Siviglia ha molestato Lucas Ocampos: identificato dalla polizia, sarà denunciato alla Procura dei Minori.

Non finirà qua la vicenda per il giovane tifoso del Rayo Vallecano che lunedì sera è diventato una delle persone più famose di Spagna, travalicando poi i confini nazionali visto il livello di viralità dei video che ritraggono l’episodio, a causa del brutto gesto compiuto nei confronti di Lucas Ocampos, giocatore del Siviglia che ad un passo da lui si accingeva a battere un fallo laterale. Il tifoso della terza squadra di Madrid ha avuto la folle idea di infilare un dito tra le natiche del 29enne argentino, per innervosirlo o chissà per quale altro assurdo motivo gli sia passato per la testa in quel momento. Una vera e propria molestia che ora potrebbe costare caro al ragazzo, visto che di questo si tratta: un minorenne.

Grazie alle immagini chiarissime, la Polizia Nazionale ha infatti identificato il giovane tifoso – scrive il Diario de Sevilla – e la Liga denuncerà i fatti alla Procura dei Minori, per prendere i provvedimenti del caso. Dopo tutte le polemiche seguite alla vicenda, con l’invito a non sottovalutarla (“e se succedeva nel calcio femminile?”), del resto sarebbe impossibile per il ragazzo cavarsela soltanto con un buffetto, derubricando la questione come una goliardata.

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Il pericolo di emulazione di un comportamento così orribile – nel caso resti impunito – induce chi di dovere a far sì che chiunque sia scoraggiato a rifarlo in futuro, in qualsivoglia stadio. Lo stesso Ocampos nelle sue dichiarazioni post partita aveva invocato a gran voce misure adeguate, “Come per il razzismo o alri problemi”. I massimi esponenti del calcio spagnolo hanno raccolto il grido di allarme dell’ex milanista e faranno di tutto perché il responsabile sia punito in modo da sconsigliare a chiunque altro gesti simili. Anche il Rayo Vallecano dal canto suo aveva preso posizione in tal senso, pubblicando una nota sul proprio sito in cui “condanna l’azione che un tifoso ha avuto con il giocatore del Siviglia Lucas Ocampos”.

“Questa azione isolata è di esclusiva responsabilità del tifoso che l’ha compiuta, senza alcuna responsabilità né del Rayo Vallecano né di nessuno degli altri quasi 15mila spettatori che hanno riempito lo Stadio Vallecas nella partita contro il Siviglia, che ha avuto un comportamento esemplare – si legge nel comunicato – Il Rayo Vallecano di Madrid ha sempre promosso il massimo rispetto nei confronti degli arbitri, dei calciatori e degli allenatori. Azioni individuali come questa sono contrarie ai nostri valori”.

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Lite tra Sarri e i calciatori della Lazio: alta tensione nello spogliatoio, cosa è accaduto

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Lite tra Sarri e i calciatori della Lazio: alta tensione nello spogliatoio, cosa è accaduto

Lite tra Sarri e i calciatori della Lazio: alta tensione nello spogliatoio, cosa è accaduto

La prestazione deludente e la sconfitta contro l’Atalanta hanno accentuato il malcontento all’interno della squadra della Lazio. Maurizio Sarri sembra aver perso il controllo del gruppo, come dimostrato nel suo ultimo faccia a faccia con i giocatori, caratterizzato da toni estremamente duri.

Durante la discussione diretta con la squadra, Sarri ha espresso un concetto chiaro ma ruvido: se i giocatori non lo sopportano più e desiderano che se ne vada, devono avere il coraggio di chiederlo al presidente affinché lo licenzi. Questo suggerisce che Sarri non intende dimettersi, avendo ancora un anno di contratto fino al 2025 con un ingaggio di 3.5 milioni netti all’anno. Il presidente Lotito, al momento, sembra non essere incline a cambiamenti repentini.

La brutta sconfitta contro l’Atalanta ha reso ancora più urgente la necessità di riscattarsi contro il Cagliari e di migliorare la posizione in classifica, attualmente al 9° posto. Il malcontento crescente è evidente in una stagione caratterizzata da alti e bassi, con una trama sfilacciata sia dentro che fuori dal campo. Sarri ha cercato di rispondere alle critiche dopo la disfatta contro l’Inter in Supercoppa italiana, ma le prestazioni altalenanti e i blackout tattici ed emotivi hanno sollevato dubbi sul suo ruolo all’interno della squadra. Alcuni giocatori sembrano stanchi del suo approccio e del costante senso di pressione.

Foto: profilo Twitter Lazio

Sarri ha recentemente parlato di “cilindrata” per descrivere il potenziale della squadra, suggerendo che il problema sia più mentale che tattico. Nonostante le critiche, Sarri sostiene di aver fatto il possibile per migliorare la situazione. Tuttavia, se le cose dovessero andare male, sembra essere pronto ad affrontare le conseguenze secondo i suoi termini.

La situazione nella Lazio rimane incerta mentre la squadra si prepara ad affrontare sfide cruciali sia in campionato che in Coppa. La risoluzione dei problemi interni potrebbe essere determinante per il futuro della squadra sotto la guida di Sarri.

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Dani Alves a processo per stupro, la deposizione shock della donna: nuovi dettagli scabrosi

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Dani Alves a processo per stupro, la deposizione shock della donna: nuovi dettagli scabrosi

Dani Alves a processo per stupro, la deposizione shock della donna: nuovi dettagli scabrosi

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Nell’udienza dinanzi all’Alta Corte, la 23enne che ha denunciato il calciatore ha ribadito le accuse, supportate anche dalle testimonianze dell’amica che era con lei nella discoteca. La difesa di Dani Alves ha messo in luce le parti più controverse della narrazione che sarebbero in contraddizione con lo “lo stato di terrore” descritto.

Dodici anni di carcere quelli chiesti dall’accusa, 9 quelli prefigurati dalla Procura. È con questa spada di Damocle che Dani Alves ha affrontato il primo giorno del processo che lo vede imputato per il presunto stupro di una donna 23enne, avvenuto nella notte tra il 30 e il 31 dicembre del 2022 nella discoteca Sutton di Barcellona.

Dopo aver scontato un anno di detenzione preventiva, il calciatore brasiliano s’è presentato in aula indossando un jeans, camicia e scarpe bianche, visibilmente dimagrito e coi capelli tagliati molto corti. Davanti ai giudici il suo avvocato ha chiesto l’annullamento del procedimento e la libertà immediata per il giocatore. Il motivo? Il giudizio nei confronti del suo assistito sarebbe ormai inficiato dalle fughe continue di notizie, molte delle quali non veritiere, per effetto delle quali sarebbe stata violata e compromessa la presunzione d’innocenza, considerata la ribalta e la pressione mediatica subite finora.

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In tribunale non era presente fisicamente la presunta vittima che è stata ascoltata per più di un’ora a porte chiuse. Per questioni di privacy e di sicurezza, le sue dichiarazioni sono state registrate con una voce e un’immagine travisate. La giovane ha confermato la versione dei fatti resa quella sera e successivamente ribadita agli inquirenti. È stata una deposizione durissima sotto il profilo emotivo: a un certo punto dell’interrogatorio ha avuto un attimo di debolezza e ha pianto, chiarendo come in un primo momento aveva pensato di non presentarsi né denunciare l’accaduto alle autorità perché temeva che “non le credessero”.

Nell’udienza davanti all’Alta Corte c’erano anche altri testimoni, a cominciare dall’amica della denunciante che era con lei nel locale catalano. “Aveva un atteggiamento viscido”, è stata la frase molto forte utilizzata per descrivere l’atteggiamento di Dani Alves. Successivamente ha parlato della confessione fattale dalla presunta vittima, apparsa molto scossa. “Le dissi che doveva denunciarlo. Non voleva farlo perché convinto che avrebbero detto che lo stava facendo solo per soldi (la donna ha sempre rifiutato ogni forma di indennizzo propostole, ndr). E per noi è stato molto duro convincerla perché era sotto shock, non voleva parlarne nemmeno con sua madre”.

Tra le pieghe della narrazione ci sono dettagli ulteriori forniti dal cugino della denunciante, alcuni anche molto scabrosi (“mi ha fatto molto male”, è la frase riferitagli dalla 23enne), relativi al presunto rapporto sessuale non consensuale che sarebbe stato consumato all’interno di un bagno del night. Una vicenda che, in base alle deposizioni, avrebbe alimentato un forte disagio psicologico nella donna. “Sta molto male, è dimagrita, è ansiosa. Aveva una cerchia di amici e adesso non si fida di nessuno. Ovunque andiamo, pensa che la guarderanno”.

La difesa di Dani Alves, guidata dall’avvocato Inés Guardiola, ha provato a smontare, pezzo dopo pezzo, quelle deposizioni ponendo l’attenzione sulle parti controverse della narrazione che sarebbero in contraddizione con lo “lo stato di terrore” descritto dalla denunciante e dalle sue amiche. Il legale ha chiesto semmai ci fosse stato un flirt tra il proprio assistito e la donna, se era vero che avevano ballato assieme e se ci fosse stato anche lo scambio di un bacio.

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La Serie A cambia nome, c’è l’accordo con il nuovo sponsor: addio a TIM dopo 25 anni, le nuove cifre

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La Serie A cambia nome, c’è l’accordo con il nuovo sponsor: addio a TIM dopo 25 anni, le nuove cifre

La Serie A cambia nome, c’è l’accordo con il nuovo sponsor: addio a TIM dopo 25 anni, le nuove cifre

La Serie A, massimo campionato italiano di calcio, si prepara a un cambiamento significativo: l’assemblea dei club ha accettato l’offerta di Eni, multinazionale guidata dall’amministratore delegato Claudio Descalzi, per diventare il nuovo title sponsor dopo una partnership ventennale con TIM. Il nome del campionato italiano sarà dunque affiancato a quello di Enilive.

L’accordo ha un valore di 22 milioni di euro in media per un triennio a partire dal 2024/25, con ulteriori due anni opzionali. Enilive, la società di Eni dedicata ai prodotti e ai servizi per la mobilità, assumerà il ruolo di title sponsor della Serie A a partire dalla stagione 2024/25.

Foto: sito ufficiale Lega Serie A

Secondo quanto dichiarato nel comunicato ufficiale di Eni, nell’ambito di questa partnership, Enilive si impegna a contribuire al mondo del calcio attraverso l’introduzione di soluzioni per una mobilità sempre più sostenibile. La società esprime grande entusiasmo per l’inizio della collaborazione con la Lega Serie A, sottolineando l’importanza di essere sempre più vicina a tutti gli italiani e di far conoscere il nuovo brand e la sua trasformazione ai milioni di clienti che frequentano quotidianamente la rete di stazioni di servizio Eni.

Con questo passo, la Serie A apre le porte a una nuova era, unendo il calcio italiano a un marchio riconosciuto a livello internazionale come Eni, promuovendo al contempo la sostenibilità e l’innovazione nel mondo dello sport nazionale.

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