Alcune considerazioni sulla 32esima giornata di Serie A
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Alcune considerazioni sulla 32esima giornata di Serie A

15 Aprile 2019 alle 17:58 di Emilio Langella

L’Inter ha ipotecato la qualificazione alla prossima Champions?

Che l’Inter avesse smesso di porre la propria attenzione sui Social e sulle questioni extra-campo – almeno nella forma – lo si era capito già da un po’ di tempo, ma di certo il terzo risultato utile consecutivo, maturato nella ventosa trasferta di Frosinone, non fa che rafforzare la tesi che i ragazzi di Spalletti siano a questo punto seriamente candidati al terzo posto finale; non era scontato, specialmente se considerata l’assenza pesante in cabina di regia di Marcelo Brozovic, costretto ad uscire nel primo tempo di Domenica scorsa contro l’Atalanta. Fatta eccezione per il momentaneo gol dei Ciociari (realizzato da Cassata), l’Inter ha offerto la consueta prestazione di grande solidità difensiva (è la seconda miglior difesa della Serie A e la prima in Europa nei Match casalinghi), ingrediente principale lungo il proprio cammino, alla quale ha (ri)aggiunto la presenza di un Icardi non ancora famelico e “serpentesco”, come era stato definito la scorsa stagione dal suo allenatore, ma sicuramente importante ed al servizio del collettivo, e di un ritrovato Nainggolan. Proprio il Belga è stato bravo di testa a girare in porta un gran cross di D’Ambrosio, regalando così il vantaggio ai suoi ed indirizzando la gara nel verso giusto. Bisogna precisare che quella offerta dal Ninja non è stata la sua miglior prestazione, ma incarna e fotografa l’attuale momento della Beneamata: una squadra non bellissima a vedersi, ma coesa, determinata, concentrata sul suo obiettivo di inizio anno, pragmatica e che riparte dalle proprie individualità, che, deludenti o meno, hanno una ghiotta occasione per riscattarsi e proiettarsi nel futuro stellato della Champions League.

La sensazione è che Sabato prossimo il Big Match di serata fra Inter e Roma sarà più decisivo per gli ospiti.

Il Milan e la Roma si sono ritrovati?

“Una rondine non fa primavera”, è vero, ma la sfida fra Milan e Lazio aveva il sapore di uno spareggio, ed i rossoneri, pur senza convincere pienamente sul piano del gioco, hanno portato a casa i tre punti. Va sottolineato che Gattuso non vedeva i suoi vincere dalla partita del Bentegodi contro il Chievo, anch’essa non brillantissima, ma risolta dal prodigio su punizione di Biglia e dal Killer Instinct di Piatek. In un mese circa il Diavolo aveva perso la sua fase difensiva con tutte le conseguenti sicurezze annesse, oltre al talento di Paquetà, fermo ai box ancora per un mese scarso, ma il risultato ottenuto contro i biancocelesti, abbinato alla speranza di una caduta della Roma nel prossimo turno contro l’Inter, rilancia logicamente le quotazioni del Milan in ottica Champions, forte anche dello scontro diretto a favore contro l’Atalanta. Ora ad attendere Romagnoli e compagni c’è il Parma, squadra potenzialmente insidiosa, ma che non segna da due giornate e che non trova una vittoria dal 9 Marzo.

Per quanto riguarda la Roma, invece, c’è una buona ed una cattiva notizia: quella cattiva è l’infortunio di De Rossi, uomo fondamentale a supporto della linea a quattro alle sue spalle, e MVP decisivo contro la Sampdoria con un gol nel finale. Quella buona è che forse Ranieri ha trovato il modo per dare una certa solidità ad una rosa ottima nella fase attiva nel gioco, ma mediocre in fase di contenimento, per un duplice discorso di caratteristiche e valore degli interpreti. La Roma cinica ed intelligente delle ultime due partite ha segnato due reti a fronte delle zero incassate, riducendo la media gol subiti a 1,4 gol a partita. Mantenendo questo trend i Romanisti potranno continuare a sognare, a patto di proseguire la propria marcia sorretti da un difensivismo che sembrava dimenticato dalle parti del Colosseo. Prossima fermata: San Siro!

Il Chievo è in Serie B

Dal 2001 al 2007 – la prima volta – e dal 2008 al 2019 la seconda. 17 anni indimenticabili, specie per quel quartiere di 4500 anime da cui è nato il Club Chievo Verona, ma non solo, perchè la permanenza dei Clivensi nella massima serie ha sempre fatto innamorare un po’ tutti ed ha accompagnato la crescita di almeno una generazione di appassionati di Calcio Italiano. I Mussi Volanti (asini volanti) sono unici. Non sono la faccia dell’evoluzionismo Darwiniano applicato al calcio, né tantomeno il prototipo del gioco propositivo, ma sono l’esempio della passione che va oltre il Business e tutti i suoi contorni. Per capirlo basti passeggiare per Verona e soffermarsi al numero 3 di Via Luigi Galvani; apparentemente sembrerebbe essere il numero civico di un normale palazzo, ma al suo interno risiede la sede sociale dei gialloblù, che gelosamente custodisce i ricordi ed i successi di una squadra vera, capace persino di terminare al quinto posto in campionato nel 2001/02, ad una lunghezza dal Milan di Shevchenko. Il Chievo, capitanato con grande dignità dal “ragazzino” Sergio Pellissier (40 anni), ha visto negli anni grandi protagonisti che ne hanno vissuto la causa: ricordiamo fra questi Barzagli, Sorrentino (265 presenze in A con i Clivensi), Yepes, Luciano, Barone, Manfredini, Corradi, Perrotta, e la lista potrebbe continuare…Tutti giocatori che hanno vissuto o che ancora vivono carriere importanti.

Il Chievo è caduto per mano del Napoli, anche se per la verità la retrocessione era solo questione di tempo, data la complicata classifica resa ancora più pesante da una penalità di inizio anno. La speranza di tutti i calciofili, ora, è che i 25 milioni di Euro, ceduti dalla Lega alle squadre retrocesse, possano ammortizzare, soprattutto in questo caso, la caduta di una piccola realtà che sembrava dovesse rimanere per l’eternità nella massima serie, come legata ad un asintoto posto al di sopra della “zona calda”.

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