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Akinsanmiro subisce ululati razzisti dalla curva del Brescia: il video della sua reazione dopo il gol della Sampdoria

Akinsanmiro subisce ululati razzisti dalla curva del Brescia: il video della sua reazione dopo il gol della Sampdoria

Ululati razzisti contro Akinsanmiro e la reazione sul campo

Durante il primo tempo della sfida tra Brescia e Sampdoria, Ebenezer Akinsanmiro è stato vittima di ululati razzisti provenienti dalla Curva Nord del Brescia. Il giocatore ha segnalato l’accaduto all’arbitro Massa, che ha interrotto momentaneamente la partita invitando lo speaker dello stadio a lanciare un avvertimento. L’annuncio ha ricordato che in caso di reiterazione dei comportamenti discriminatori, il match sarebbe stato sospeso.

Pochi minuti dopo, al 28′, la Sampdoria ha trovato il vantaggio grazie a un gol di Coda. Ancora scosso per l’episodio razzista, Akinsanmiro ha deciso di rispondere con un’esultanza provocatoria: un balletto rivolto ai tifosi del Brescia. Questo gesto ha portato all’ammonizione da parte dell’arbitro. Il giovane centrocampista ha accettato il cartellino stringendo la mano a Massa, ma il nervosismo è rimasto evidente durante il resto della partita.

Tensione in campo, rischio espulsione e scontro tra allenatori: il video dell’esultanza

La tensione è cresciuta quando Akinsanmiro, visibilmente scosso, ha commesso un fallo su Dickmann che ha rischiato di costargli il secondo giallo. Massa ha scelto di non espellerlo, scatenando le proteste della panchina bresciana. A quel punto, i due allenatori, Pierpaolo Bisoli e Leonardo Semplici, sono quasi venuti alle mani, ma la situazione è stata riportata alla calma.

Semplici, per evitare ulteriori complicazioni, ha deciso di sostituire Akinsanmiro con Vieira al 41′. Il giovane nigeriano ha lasciato il campo tra i fischi del pubblico, rispondendo con un ironico applauso.

La partita, terminata sull’1-1 grazie al pareggio del Brescia firmato da Moncini, lascia aperte molte riflessioni. Episodi come quello di Akinsanmiro sottolineano quanto sia ancora necessario lavorare per combattere il razzismo negli stadi italiani e garantire che il calcio resti un luogo di inclusione e rispetto.

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Il contatto in area tra Miranda e Saelemaekers

Un episodio che ha lasciato strascichi di polemiche: nella sfida tra Bologna e Roma, al minuto 33, l’intervento del difensore Miranda sul piede di Saelemaekers in area di rigore ha fatto discutere.

Il contatto, seppur minimo, è stato analizzato a lungo, ma l’arbitro Abisso ha deciso di lasciar proseguire. Una scelta che ha generato dibattito tra tifosi, tecnici e analisti, mettendo ancora una volta sotto i riflettori l’uso del VAR e l’interpretazione dei falli in area.

Il video del contatto in area: dinamica e interpretazioni

L’azione incriminata ha visto Saelemaekers, in possesso del pallone, contrastato da Miranda con un intervento sul limite della regolarità. Le immagini televisive hanno mostrato un tocco del piede destro del difensore sul sinistro dell’esterno romanista. Secondo il moviolista di DAZN Luca Marelli, il contatto esiste ma viene definito “minimo” e non sufficiente a configurare un intervento da rigore netto.

Il principio guida per gli arbitri resta chiaro: non ogni tocco tra due giocatori in area deve automaticamente essere punito con il rigore. Tuttavia, la dinamica ha lasciato spazio a interpretazioni divergenti, soprattutto per l’apparente impatto sulla stabilità di Saelemaekers.

Il mancato intervento del VAR è stato un altro tema caldo. La tecnologia, pensata per correggere “chiari ed evidenti errori”, non è intervenuta, probabilmente confermando la valutazione sul campo di Abisso. Tuttavia, i tifosi della Roma hanno espresso il loro malcontento sui social, sottolineando come episodi simili siano stati sanzionati in altre occasioni.

Chi difende la scelta arbitrale, invece, richiama il concetto di “intensità del contatto”, elemento fondamentale nella decisione finale. La marginalità del tocco, unita all’assenza di un chiaro errore, ha probabilmente portato alla conferma del play on.

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Il video del gol del pari di Zortea, emergono limiti imbarazzanti del Milan: tutti gli errori commessi dai rossoneri

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Un vantaggio illusorio: il contropiede letale del Cagliari

Il Milan ha vissuto una serata da dimenticare a San Siro. Dopo le gioie della Supercoppa, dove aveva dimostrato carattere e solidità contro Juventus e Inter, la squadra di Conceiçao è incappata in un pareggio amaro contro il Cagliari. Una prestazione opaca, segnata da errori evidenti e scelte tattiche discutibili.

Il vantaggio rossonero, firmato da Morata al 51′, sembrava aver indirizzato la gara verso un successo importante. Ma appena quattro minuti più tardi, il Cagliari ha colpito in contropiede, sfruttando una disattenzione collettiva del Milan. L’azione, orchestrata dal giovane Felici, è stata un capolavoro per i sardi e un incubo per i rossoneri. Partito dalla propria area di rigore, Felici ha percorso tutto il campo palla al piede, fino a servire l’assist decisivo a Zortea, che ha trovato la rete approfittando di una clamorosa papera di Maignan.

Un’azione simbolo degli errori tattici del Milan: il video del gol

La galoppata di Felici ha evidenziato i limiti strutturali della squadra di Conceiçao. Il giovane talento del Cagliari ha recuperato palla nella sua area e ha avanzato senza incontrare una vera opposizione. L’unico a tentare un intervento è stato Fofana, ma il suo contrasto mal calibrato ha lasciato Felici libero di continuare. Il resto della difesa del Milan, disorganizzata e statica, ha permesso al giocatore sardo di arrivare indisturbato al limite dell’area avversaria.

Felici, con grande lucidità, ha centrato Zortea, che non ha sbagliato. Un’azione tanto spettacolare per il Cagliari quanto disarmante per il Milan, che ha mostrato lacune preoccupanti sia nell’atteggiamento sia nella disposizione tattica.

Felici protagonista: “È un sogno”

Nel post-partita, Felici ha espresso tutta la sua gioia per la prestazione:

“Preferisco giocare sulla fascia per potermi accentrare, ed è stata una partita da sogno per me.”

Il giovane attaccante, valorizzato da Nicola, ha confermato il suo talento e la sua capacità di sfruttare gli spazi concessi.

Per il Milan, invece, la partita contro il Cagliari è un campanello d’allarme. Come sottolineato da Conceiçao, i problemi emersi sono il segno di una squadra che necessita di tempo e di una profonda riflessione per tornare a esprimersi ai livelli mostrati a Riyad

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La frecciata di Inzaghi al Milan dopo Venezia: “La Supercoppa si è riaperta dopo un fallo clamoroso su Asslani”

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Il fallo di Morata su Asllani in Supercoppa torna al centro del dibattito

L’Inter ha conquistato il sesto successo consecutivo in campionato, superando il Venezia grazie a un gol di Darmian. Un risultato importante che ha permesso ai nerazzurri di riprendersi il secondo posto in classifica, sorpassando l’Atalanta. Nonostante la vittoria, il tecnico Simone Inzaghi non ha nascosto un certo risentimento per alcune critiche ricevute di recente e ha colto l’occasione per tornare su un episodio discusso nella finale di Supercoppa Italiana contro il Milan.

Quella partita, terminata con una beffarda sconfitta per 3-2 in favore dei rossoneri, è stata segnata da alcuni errori individuali e da un episodio specifico che Inzaghi ha voluto rimarcare: il presunto fallo di Morata su Asllani. L’allenatore ha difeso il giovane centrocampista albanese, spesso bersagliato per il gol subito da Leao:

“Il tanto bistrattato Asllani ha subito un fallo clamoroso da Morata, ed è così che si è riaperta la Supercoppa. Subito dopo è stato criticato per aver concesso quel gol, ma nessuno ha sottolineato che aveva appena subito un fallo evidente, non fischiato.”

L’episodio a cui fa riferimento Inzaghi ha avuto un impatto significativo sull’andamento della partita, riaprendola in favore del Milan. Questo errore arbitrale, secondo il tecnico nerazzurro, avrebbe pesato sul risultato finale e, indirettamente, alimentato le critiche nei confronti della sua squadra.

Unica squadra vincente post-Supercoppa: il merito di Inzaghi

Oltre a difendere i suoi giocatori, Inzaghi ha voluto sottolineare un aspetto importante: l’Inter è stata l’unica delle squadre impegnate nella Supercoppa Italiana a vincere nella giornata successiva al rientro dall’Arabia Saudita. Milan, Juventus e Atalanta si sono fermate sul pareggio, mentre i nerazzurri sono riusciti a mantenere il passo.

“Le altre della Supercoppa non hanno vinto? Se l’Inter avesse pareggiato, avrebbe fatto molto più notizia. Quando non vince l’Inter, si creano subito i processi,”

ha dichiarato Inzaghi, visibilmente soddisfatto della prestazione dei suoi uomini.

Questa continuità di risultati in campionato dimostra la forza mentale del gruppo, capace di rispondere alle critiche con i fatti. Tuttavia, il tecnico non dimentica le difficoltà incontrate in questa stagione e ribadisce l’importanza di proteggere i propri giocatori, soprattutto i più giovani, dalle pressioni esterne.

Con questa vittoria, l’Inter si rilancia nella corsa alle prime posizioni e manda un segnale chiaro: nonostante le battute d’arresto, la squadra è ancora in piena lotta per i suoi obiettivi stagionali.

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La Juve di Thiago Motta è la peggiore degli ultimi 14 anni: il confronto impietoso con Allegri, Sarri, Pirlo, Conte e Delneri

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Vlasic colpisce, la Juve arranca: i numeri di Thiago Motta dopo 19 partite

Il gol di Vlasic, che ha regalato il pareggio al Torino nel derby della Mole, ha aggiunto un altro tassello a una stagione complicata per la Juventus di Thiago Motta. Il risultato di 1-1, che segue una lunga serie di pareggi, ha fatto infuriare i tifosi bianconeri e acceso un campanello d’allarme: con 12 pareggi in 19 partite, la squadra è ferma a 33 punti.

Si tratta del peggior risultato della Juventus negli ultimi 14 anni, superando in negativo persino i numeri della stagione 2010/2011, quando Gigi Delneri chiuse il girone d’andata con 31 punti. Un dato preoccupante, soprattutto se si considera l’importante campagna acquisti dell’estate, con investimenti per oltre 162 milioni di euro, tra cui l’arrivo di Koopmeiners per 54,7 milioni.

Nonostante gli sforzi sul mercato, la squadra fatica a trovare continuità: con 7 vittorie, 12 pareggi e nessuna sconfitta, la Juventus è a -11 dalla vetta della classifica, occupata dal Napoli, che potrebbe ulteriormente allungare vincendo contro il Verona.

Confronto storico: Thiago Motta tra i peggiori, Allegri e Conte al top

Dal 2010/2011 a oggi, il rendimento di Thiago Motta è uno dei peggiori per un allenatore della Juventus al termine delle prime 19 giornate. L’unico risultato inferiore è quello di Delneri (31 punti), mentre Allegri e Conte hanno spesso dominato la speciale classifica dei punteggi più alti.

Nel 2018/2019, Massimiliano Allegri stabilì il record con 53 punti, frutto di un girone d’andata quasi perfetto. Antonio Conte segue con 52 punti nella stagione 2013/2014. Anche Maurizio Sarri si era distinto nel 2019/2020, totalizzando 48 punti.

Di seguito, la classifica completa degli allenatori della Juventus per punti conquistati nelle prime 19 partite dal 2010/2011 a oggi:

  • 2024/2025: 33 punti (Thiago Motta)
  • 2023/2024: 46 punti (Massimiliano Allegri)
  • 2022/2023: 38 punti (Massimiliano Allegri)
  • 2021/2022: 34 punti (Massimiliano Allegri)
  • 2020/2021: 39 punti (Andrea Pirlo)
  • 2019/2020: 48 punti (Maurizio Sarri)
  • 2018/2019: 53 punti (Massimiliano Allegri)
  • 2017/2018: 47 punti (Massimiliano Allegri)
  • 2016/2017: 48 punti (Massimiliano Allegri)
  • 2015/2016: 39 punti (Massimiliano Allegri)
  • 2014/2015: 46 punti (Massimiliano Allegri)
  • 2013/2014: 52 punti (Antonio Conte)
  • 2012/2013: 44 punti (Antonio Conte)
  • 2011/2012: 41 punti (Antonio Conte)
  • 2010/2011: 31 punti (Gigi Delneri)

I numeri parlano chiaro: l’attuale rendimento è insufficiente per ambire al vertice della Serie A. Thiago Motta è chiamato a una svolta immediata per invertire la rotta e, soprattutto, per non compromettere il piazzamento in Champions League, obiettivo minimo stagionale.

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