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Carpi-Lecce 0-1: secondo posto ad un passo dal Paradiso

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Pubblicato il: 4 Dicembre 2018 alle 2:17

Con la vittoria di domenica scorsa per 1-0 contro il Carpi grazie al gol messo a segno da Andrea La Mantia, ottenuta sotto gli occhi di quasi 2000 tifosi giallorossi presenti al “Cabassi” al seguito della squadra, il Lecce di Fabio Liverani si piazza al secondo posto della classifica del campionato di Serie B, a una sola lunghezza dalla capolista Palermo.

Un risultato straordinario quello ottenuto dai salentini che mai e poi mai avrebbero potuto immaginare di occupare quella posizione di classifica a questo punto della stagione. Difatti il Lecce ad inizio anno veniva indicato dagli addetti ai lavori come possibile sorpresa o outsider del campionato, ma probabilmente nessuno, neanche il tifoso più sfegatato ed ottimista avrebbe potuto pronosticare un percorso così avvincente ed emozionante, fatto di bel gioco e grandi prestazioni, di sacrifici, determinazione, caparbietà e sudore che hanno portato il sodalizio di Via Colonnello Costadura ad essere così in alto, in piena lotta promozione, dopo anni di delusioni amare e cocenti che avevano lasciato non pochi strascichi in tutto l’ ambiente.

Artefice indiscusso di questa cavalcata è senza dubbio mister Fabio Liverani che ha saputo amalgamare e tenere compatto un gruppo fatto di giocatori sulla carta discreti, ma da un valore umano inestimabile. Dalla sua il tecnico romano ha saputo guidare da vero condottiero questi ragazzi, trasmettendo loro la mentalità che lo contraddistingueva da calciatore, ossia da “operaio raffinato” che in mezzo al campo correva e illuminava grazie alle sue doti tecniche ed i piedi sopraffini. Probabilmente il calciatore che attualmente può ricordare di più il tecnico romano è Jacopo Petriccione, divenuto in poco tempo, a suon di grandi prestazioni, un autentico leader e metronomo del centrocampo giallorosso. Ma grande merito va dato anche chi opera ogni giorno dietro le quinte affinchè il giocattolo Lecce possa funzionare al meglio e far gioire e divertire i tanti tifosi che piano piano stanno ritornando allo stadio, ma anche tutti quelli che amano questo sport e ricordano Lecce con simpatia per i suoi trascorsi in Serie A quando andava a dare spettacolo in giro per l’ Italia grazie a gente come Chevanton, Moriero, Vucinic o il “baroneCausio, giusto per fare qualche nome del calibro di talenti che la storia giallorossa può vantare.

Dopo gli anni tristi della LegaPro finalmente Lecce è tornata a splendere e a sognare in grande, fermo restando che l’ obiettivo di una neopromossa rimane pur sempre quello di ottenere una salvezza, magari meglio se tranquilla. Però, classifica alla mano, sembra proprio che si possa andare ben oltre quest’ obiettivo e allora bisogna iniziare a pensare seriamente di togliersi di dosso l’ etichetta di essere solo la sorpresa del campionato e di iniziare a considerare l’ idea di poter essere un’ autentica realtà che con umiltà, così come fatto fin ora, andrà a lottare fino alla fine per raggiungere un traguardo insperato, forse frutto delle più remote fantasie, ma che se dovesse arrivare sarebbe la giusta ricompensa a tutta la sofferenza sportiva ( e non solo) che un’ intera città,e territorio, ha sopportato in tutti questi anni di “purgatorio” forzato, dovuto alle tristissime e note vicende del derby contro il Bari del 15 maggio 2011.

Una vittoria sportiva che avrebbe il sapore del riscatto sociale e culturale e che spazzerebbe definitivamente via la macchia dell’ illegalità e della combine che da troppi anni ormai identifica questa squadra e questa società, seppur la proprietà della stessa sia cambiata nel frattempo.

Bisogna provarci giorno per giorno soprattutto per questo motivo.

Danilo Sandalo